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Le migliori app per fare amicizia in Italia nel 2026

31 agosto 2026 | Tablo App

Fare nuove amicizie da adulti è una di quelle cose che sembravano molto più semplici quando avevamo vent'anni.

Non necessariamente perché siamo diventati meno socievoli. Più spesso perché sono cambiate le occasioni.

Si lavora tutto il giorno, si frequentano più o meno gli stessi ambienti, gli amici storici hanno vite e ritmi diversi e conoscere qualcuno di nuovo richiede una certa dose di iniziativa. Quella che, dopo otto ore di lavoro e una settimana piena di impegni, non sempre abbiamo.

Nel frattempo abbiamo tantissimi strumenti per entrare in contatto con altre persone. Ma essere connessi non significa necessariamente riuscire a conoscersi davvero.

Ed è proprio qui che entrano in gioco le app per fare amicizia.

Negli ultimi anni ne sono nate diverse e, soprattutto, sono diventate molto diverse tra loro. Alcune funzionano attraverso profili e chat, altre partono dagli interessi comuni, altre ancora cercano di portare le persone direttamente fuori casa attraverso cene, eventi, attività o viaggi.

Nel 2026, tra le piattaforme più interessanti disponibili in Italia troviamo Tablo, Comehome, Timeleft, Meetup, Meeters, Bumble For Friends e Yubo.

Non esiste però un'app migliore in assoluto.

Esiste quella che rende più semplice il modo in cui preferiamo conoscere persone nuove.

Articolo aggiornato ad agosto 2026.

Perché fare nuove amicizie da adulti è diventato più difficile

Da ragazzi gran parte della nostra vita sociale avveniva quasi automaticamente.

Scuola, università, sport, feste, amici degli amici: continuavamo a incontrare persone nuove senza doverci pensare troppo.

Crescendo questo meccanismo cambia.

Le giornate diventano più organizzate, gli ambienti che frequentiamo tendono a essere gli stessi e i gruppi di amici diventano più stabili. Qualcuno cambia città, qualcuno costruisce una famiglia, qualcuno semplicemente ha meno tempo.

Così può succedere di avere una vita piena, un lavoro, amici e relazioni e sentire comunque il desiderio di conoscere qualcuno di nuovo.

Il problema, spesso, non è la capacità di socializzare. Sono le occasioni.

Ed è probabilmente questo uno dei motivi per cui negli ultimi anni sono cresciute tanto le app dedicate alle nuove amicizie.

Non servono necessariamente a "trovare un amico" attraverso un algoritmo. Possono fare qualcosa di molto più semplice: creare situazioni in cui persone che altrimenti difficilmente si sarebbero incontrate finiscono nello stesso posto.

A quel punto, il resto succede — oppure no — esattamente come è sempre successo.

Le migliori app per fare amicizia in Italia nel 2026

Non tutte le app per conoscere persone funzionano allo stesso modo.

Alcune partono dalla persona: guardiamo un profilo, troviamo qualcuno che ci incuriosisce e iniziamo a parlare.

Altre partono da ciò che abbiamo in comune: una passione, uno sport, una lingua o un interesse.

Altre ancora eliminano quasi completamente la fase della conoscenza online e propongono direttamente qualcosa da fare insieme.

È questa la vera differenza da considerare quando si sceglie un'app per fare nuove amicizie.

Con Bumble For Friends la conoscenza parte soprattutto dalla persona. Con Meetup da un interesse. Con Comehome da un evento. Con Meeters da un'esperienza o da un viaggio. Con Timeleft da un incontro organizzato dal servizio. Con Tablo da un tavolo. Con Yubo soprattutto dall'interazione digitale.

Sette piattaforme, quindi, ma anche sette modi piuttosto diversi di rispondere allo stesso desiderio: conoscere qualcuno che ancora non fa parte della nostra vita.

Tablo: conoscere persone intorno a un tavolo

Tablo è un'app italiana di social eating nata per creare occasioni di incontro intorno a pranzi, cene, aperitivi e tavoli organizzati nei locali.

Il principio è piuttosto semplice: invece di cercare prima una persona e decidere successivamente cosa fare insieme, si parte direttamente da qualcosa da fare.

Mangiare, bere qualcosa, giocare, parlare di un interesse comune o semplicemente passare una serata in compagnia.

Gli utenti possono cercare i tavoli disponibili nella propria zona oppure crearne uno scegliendo luogo, giorno, orario e, se vogliono, anche un tema.

Questo cambia abbastanza la dinamica rispetto alle app basate principalmente sui profili.

Non bisogna necessariamente scegliere una singola persona, iniziare una conversazione privata e arrivare lentamente alla fatidica domanda: "Ci vediamo?".

L'incontro è già previsto.

Per questo Tablo può essere interessante soprattutto per chi vuole conoscere più persone contemporaneamente e preferisce farlo in un contesto quotidiano come un ristorante, un pub o un aperitivo.

La quantità e la varietà dei tavoli disponibili possono naturalmente cambiare in base alla città e al momento. Se non si trova qualcosa che interessa, però, è possibile creare direttamente un nuovo tavolo.

È adatta soprattutto a chi vuole passare abbastanza velocemente dall'app alla vita reale e si sente più a proprio agio in un piccolo gruppo che in una conoscenza uno a uno.

Comehome: quando tutto parte dall'evento

Comehome utilizza un approccio diverso.

Qui il centro dell'esperienza è l'evento: aperitivi, feste, attività sportive, giochi, esperienze culturali e altri appuntamenti organizzati dagli host.

Si sceglie qualcosa che ci piacerebbe fare e ci si ritrova insieme ad altre persone che hanno fatto la stessa scelta.

Il vantaggio è proprio la varietà.

Non bisogna iscriversi necessariamente con l'idea esplicita di "trovare un nuovo amico". Si può semplicemente scegliere un'attività interessante e lasciare che le conoscenze nascano durante l'esperienza.

Naturalmente l'offerta cambia in base alla città, al periodo e agli eventi disponibili.

È adatta soprattutto a chi ama uscire, provare attività diverse e preferisce conoscere persone all'interno di eventi già organizzati.

Timeleft: presentarsi a cena senza sapere chi ci sarà

Timeleft parte da una premessa ancora diversa: togliere all'utente buona parte delle decisioni.

Il format per cui è maggiormente conosciuta è la cena con sconosciuti.

L'utente risponde a un questionario e il servizio forma il gruppo, scegliendo anche il ristorante in cui avverrà l'incontro.

Qui l'effetto sorpresa è parte integrante dell'esperienza.

Non si scorrono decine di profili e non si sceglie con chi sedersi. Si prenota la propria partecipazione e si scopre progressivamente con chi si passerà la serata.

È un modello interessante proprio perché elimina quella selezione preventiva che caratterizza molte app social e di dating.

Dall'altra parte significa avere meno controllo sulla composizione del gruppo e sull'organizzazione dell'incontro.

In Italia la disponibilità è più circoscritta rispetto ad altre piattaforme e va quindi verificata direttamente per la propria città.

È adatta soprattutto a chi ama l'effetto sorpresa e preferisce che sia il servizio a occuparsi dell'organizzazione.

Meetup: prima una passione, poi le persone

Meetup è una delle piattaforme più conosciute quando si parla di community costruite intorno agli interessi.

La logica è semplice: cerchi qualcosa che ti piace e trovi altre persone interessate alla stessa cosa.

Fotografia, tecnologia, trekking, libri, lingue straniere, giochi, imprenditoria, sport.

Il vantaggio è che quando arrivi all'incontro esiste già qualcosa di cui parlare.

Per chi trova difficile iniziare una conversazione completamente da zero può fare una grande differenza.

Meetup, però, non nasce esclusivamente per fare amicizia. Alcuni gruppi hanno una forte componente sociale, altri sono maggiormente orientati alla formazione, al networking professionale o alla pratica di un'attività.

Molto dipende quindi dalla community che si trova nella propria città.

È adatta soprattutto a chi ha un hobby o una passione specifica e vuole conoscere persone partendo da qualcosa che già ama.

Meeters: conoscersi facendo qualcosa insieme

Meeters porta la socialità dentro esperienze generalmente più strutturate.

Escursioni, attività, weekend e viaggi di gruppo permettono di trascorrere più tempo con le persone rispetto a un singolo aperitivo o a una cena.

Ed è proprio questo uno degli aspetti interessanti del format.

Fare una passeggiata, visitare un posto nuovo o trascorrere un weekend insieme crea naturalmente molte occasioni per parlare e conoscersi.

Naturalmente richiede anche un impegno diverso: partecipare a un viaggio o a un'escursione non è la stessa cosa che decidere all'ultimo momento di bere qualcosa dopo il lavoro.

È adatta soprattutto a chi ama viaggiare, fare attività e conoscere persone attraverso esperienze condivise.

Bumble For Friends: partire da una persona

Non tutti vogliono ritrovarsi immediatamente a cena con cinque sconosciuti.

E va benissimo così.

Bumble For Friends utilizza un modello più vicino alle dinamiche che conosciamo dalle social e dating app: si scoprono profili, si cercano persone potenzialmente affini e si inizia una conversazione.

La differenza fondamentale è l'intenzione: qui l'obiettivo è creare amicizie.

È una modalità che può risultare più naturale per chi preferisce conoscere gradualmente qualcuno prima di incontrarlo.

Richiede però maggiore iniziativa individuale.

Una volta trovato un profilo interessante bisogna iniziare a parlare, capire se c'è sintonia e, eventualmente, organizzare qualcosa insieme.

È adatta soprattutto a chi preferisce conoscere una persona alla volta e considera la chat una parte importante del processo.

Yubo: quando la conoscenza rimane soprattutto digitale

Yubo si muove maggiormente nel territorio dei social network.

Profili, interessi, chat e live permettono di conoscere persone anche molto lontane dalla propria città e di costruire relazioni prevalentemente online.

È quindi un'esperienza diversa rispetto alle piattaforme che utilizzano l'app principalmente come ponte verso un incontro già programmato.

Può essere interessante per chi vuole allargare la propria rete oltre i confini geografici e non sente necessariamente l'esigenza di incontrare subito le persone dal vivo.

È adatta soprattutto a chi cerca una socialità più digitale e internazionale.

Quale app scegliere per fare amicizia?

Alla fine, scegliere un'app per fare amicizia significa soprattutto capire quale ostacolo vogliamo rendere più semplice.

Per qualcuno è difficile iniziare una conversazione. Per qualcun altro presentarsi da solo a un evento. Altri ancora vorrebbero conoscere persone nuove, ma non saprebbero nemmeno da dove cominciare.

C'è chi preferisce conoscersi prima online e chi trova molto più naturale incontrarsi direttamente mentre sta già facendo qualcosa. Chi ama i grandi eventi, chi un piccolo gruppo, chi una cena, chi un viaggio.

Più che chiedersi quale sia l'app migliore in assoluto, quindi, può essere più utile chiedersi:

in quale situazione mi verrebbe davvero voglia di partecipare?

Perché l'app più efficace rimane quella che riesce a trasformare un'intenzione piuttosto vaga — "vorrei conoscere gente nuova" — in qualcosa che abbiamo realmente voglia di fare.

App per fare amicizia a Roma, Milano e nelle altre città italiane

Quando scegliamo un'app per conoscere persone c'è un fattore molto più importante del numero complessivo di utenti dichiarati: quanto è attiva nella nostra città?

Un'app può avere una community enorme a livello nazionale o internazionale, ma questo conta relativamente poco se nella nostra zona non troviamo eventi, gruppi, tavoli o persone.

Roma e Milano offrono naturalmente una scelta molto ampia tra cene, aperitivi, eventi, community internazionali, gruppi sportivi e attività.

Anche città come Torino, Bologna, Firenze, Napoli e molte altre realtà italiane offrono però sempre più possibilità per chi vuole ampliare la propria cerchia sociale.

Per questo, prima di scegliere una piattaforma, può essere utile guardare cosa sta realmente succedendo vicino a noi.

Non quanti utenti esistono in teoria.

Ma quante occasioni esistono davvero.

Le app per fare amicizia funzionano davvero?

Nessuna app può promettere che incontreremo il nostro prossimo migliore amico giovedì alle 20:30.

Può però fare una cosa molto più concreta: aumentare il numero di occasioni in cui incontriamo persone nuove.

L'amicizia difficilmente nasce perché un algoritmo ha stabilito che due persone sono compatibili.

Più spesso nasce perché ci si vede. Poi ci si rivede. Si scopre qualcosa in comune. Ci si manda un messaggio. Si organizza un'altra cosa.

Le app possono facilitare soprattutto il primo passaggio: creare l'occasione.

Il resto continua ad avere dinamiche molto umane.

Conoscere nuove persone online in sicurezza

Qualunque piattaforma si scelga, conoscere persone nuove richiede anche un minimo di attenzione.

Per i primi incontri è preferibile scegliere luoghi pubblici, verificare le informazioni disponibili sull'evento o sulla persona e non condividere immediatamente dati personali sensibili.

È inoltre sempre una buona idea organizzare autonomamente il proprio rientro e comunicare a qualcuno dove ci si trova, soprattutto quando si incontra per la prima volta una persona conosciuta online.

Se qualcosa durante l'incontro ci mette a disagio, non abbiamo nessun obbligo di restare.

Eventi e incontri di gruppo in locali pubblici possono offrire un contesto più strutturato rispetto a un incontro privato, ma le normali precauzioni rimangono sempre valide.

Dall'online alla vita reale

Forse la cosa più interessante delle app per fare amicizia nel 2026 è che molte stanno cercando di farci passare meno tempo dentro le app.

Sembra quasi un controsenso.

Usiamo uno smartphone per trovare un gruppo con cui andare a correre, persone con cui partire per un weekend, qualcuno con la nostra stessa passione o sconosciuti con cui sederci a cena.

Ma probabilmente è proprio questo il punto.

L'app non deve necessariamente diventare il luogo in cui nasce e vive una nuova amicizia.

Può essere semplicemente il mezzo che crea un'occasione che prima non esisteva.

Poi bisogna uscire.

Presentarsi.

Sedersi.

Dire ciao.

E vedere cosa succede.

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